Il 64° Congresso Scientifico ANDI si propone di esplorare a fondo il valore delle interazioni e la capacità di gestirle efficacemente. L’evento mira a unire diverse discipline e percorsi formativi, ponendo l’accento sullo sviluppo di competenze specifiche, trasversali, interdisciplinari e multidisciplinari, ormai cruciali per affrontare una professione odontoiatrica sempre più complessa. In questo contesto, il ruolo delle Società scientifiche diventa fondamentale.
Tra i protagonisti del Congresso, la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), presente con i suoi rappresentanti. In un’informale “chiacchierata”, il Vicepresidente Raffaele Cavalcanti e il Tesoriere Rodolfo Gianserra condividono le loro esperienze.
Raffaele: Rodolfo, noi ci conosciamo ormai da quarant’anni e abbiamo condiviso tante cose, compresa l’appartenenza a SIdP. A proposito, in un video divenuto virale sui social ti presenti dicendo: “Una vita in SIdP”. Chi sei e cosa vuol dire per te essere parte di questa Società?
Rodolfo: Sono un clinico, un parodontologo, ma soprattutto un socio appassionato. Per me SIdP è un luogo di crescita continua, scientifica e personale. È la mia casa professionale, la mia comunità. In SIdP ho imparato, insegnato, condiviso. E alla fine, cosa c’è di più bello della condivisione di ciò che ci appassiona?
Rodolfo: Lello, sei al termine del tuo sesto anno nel Direttivo. Cosa porti con te di questa esperienza?
Raffaele: Una parola: gratitudine. Ho vissuto anni intensi, pieni di incontri e scambi stimolanti. Ho potuto contribuire a progetti importanti, confrontarmi con colleghi straordinari e scoprire quanto la parodontologia possa essere un motore di innovazione per l’intera professione odontoiatrica. Cosa avrei voluto fare di più? Forse ampliare ancora il dialogo con i giovani colleghi, ma non è mai troppo tardi… Un passaggio fondamentale riguarda l’individuazione di un momento o una persona che ha segnato il percorso verso la parodontologia.
Raffaele: Il mio punto di svolta è stato l’aver conosciuto, grazie a mio padre, quando ero ancora ragazzo, delle figure carismatiche come Fabio Toffenetti e Gianpaolo Pini Prato che sono stati, per me, modelli e fonte di ispirazione. E poi l’incontro con colleghi che avevano una visione multidisciplinare e sistemica della parodontologia. La parodontologia non è solo una “specialità”, è una “voce” che parla all’intero corpo.
Rodolfo: Ricordo benissimo la prima volta che ho assistito a una relazione SIdP quando ero studente di Odontoiatria a Roma verso la fine degli anni ‘80: la lucidità scientifica, l’entusiasmo dei relatori, il rigore e al contempo la passione. Da lì, ho capito che quella sarebbe stata la mia strada. Da questo percorso si arriva alla sintesi della descrizione della SIdP in tre aggettivi.
Raffaele: Inclusiva, scientifica, visionaria.
Rodolfo: Competente, accogliente, contagiosa.
Raffaele: Negli ultimi 15 anni SIdP è cresciuta moltissimo, anche durante la pandemia. Rodolfo, come spieghi questa capacità di evolversi anche in momenti critici?
Rodolfo: In realtà la pandemia ha accelerato processi già in corso: digitalizzazione, flessibilità, nuove forme di formazione. SIdP è stata pronta, ha saputo innovare senza perdere il senso di comunità. Abbiamo trasformato l’ostacolo in opportunità, e oggi ne raccogliamo i frutti.
Rodolfo: L’età media degli associati è sotto i 40 anni, con oltre il 60% under 40. Raffaele, come possiamo nutrire questa energia nei prossimi anni?
Raffaele: I giovani sono la risorsa più importante che abbiamo, sia in Società che nel mondo odontoiatrico in generale. Promuovere la diffusione della cultura parodontale tra di loro, anche in eventi come il prossimo Congresso ANDI, è la missione dei prossimi anni. Dobbiamo dare loro spazio e fiducia. I giovani non vogliono solo imparare, vogliono partecipare. Formazione interattiva, mentoring, coinvolgimento attivo nei progetti: la chiave è questa. E poi, la passione va alimentata con l’esempio.
Per entrambi: Qual è oggi il ruolo del parodontologo, tra multidisciplinarietà e malattie sistemiche?
Rodolfo: Centrale. Il parodontologo è un clinico che lavora in rete: con l’igienista, con il medico di base, con lo specialista. Le connessioni tra salute orale e salute sistemica sono ormai evidenti: noi siamo parte della medicina. Stesso discorso sulla centralità della Parodontologia rispetto alle altre discipline odontoiatriche, credo che nessun dentista oggi possa pensare di fornire qualità nelle proprie prestazioni specialistiche senza conoscere la Parodontologia.
Raffaele: Concordo. La parodontologia è la porta d’ingresso verso un approccio integrato alla salute. Oggi non si può essere clinici “isolati”: serve visione, collaborazione, ascolto.
Raffaele: tra qualche mese saremo al prossimo Congresso Scientifico ANDI, Rodolfo vuoi anticipare qualcosa circa il tema che affronteremo?
Rodolfo: Con piacere! Il nostro intervento punterà i riflettori sul ruolo centrale della parodontologia all’interno di tutte le discipline odontoiatriche. Nelle Parodontiti di stadio IV, ad esempio, il parodontologo non è solo uno “specialista”, ma diventa il regista del piano terapeutico: intercetta, guida e coordina. Chirurgia, protesi, ortodonzia, implantologia: tutto ruota attorno alla gestione del supporto parodontale. È una sfida complessa, che richiede visione d’insieme e competenze integrate. Ecco perché il futuro dell’odontoiatria passa da qui: dalla capacità di ragionare in chiave parodontale, sistemica e multidisciplinare.
La conversazione si chiude con un consiglio espresso all’unisono per chi volesse fare parte dei PerioLovers
Entrambi: PerioLovers non si nasce, si diventa. Serve curiosità, impegno, entusiasmo. Vi aspettiamo a Roma, 22-23 maggio 2026!