Pratico & Pratica. Palacongressi, Riccone - 15/16 Settembre 2017
Un'iniziativa di ANDI

Occlusione, bruxismo, disordini temporomandibolari: dai falsi miti alle evidenze scientifiche

Daniele Manfredini

Negli ultimi anni il bruxismo è emerso come un fenomeno che ha suscitato sempre maggior interesse nei vari ambiti medici. In particolare, in odontoiatria, a causa della sua possibile relazione con la sintomatologia a carico dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e dei muscoli masticatori, e del suo possibile ruolo come fattore di rischio per le complicanze protesiche e implantoprotesiche, c’è stato un incremento delle ricerche volte a chiarire le molteplici sfaccettature di tale condizione.

In realtà, in ambito internazionale ormai da anni c’è consenso che i vari fenomeni motori che caratterizzano l’attività di bruxismo (digrignamento dei denti, serramento dei denti, mantenimento della mandibola in posizione fissa con i muscoli in tensione) e le diverse rappresentazioni in rapporto al ritmo circadiano riconoscano un’eziologia centrale e non periferica. Lo stesso vale per i disordini temporomandibolari, inquadrabili nel contesto di un modello biopsicosociale del dolore, e non certo più considerabili patologie ad origine (mal)occlusale.

Per l’odontoiatra, indottrinato in passato sulla base di teorie volte a spiegare tutto attraverso la ricerca di difetti dell’occlusione dentale, la digestione di tale cambiamento di paradigma non è stata così facile. In realtà, tuttavia, si rende indispensabile un cambio di rotta in tal senso!

Infatti è possibile che in futuro, in una società sempre più carica di tensioni e visto l’aumento di individui e di categorie professionali sottoposte a forti stress psicofisici, si veda un incremento della prevalenza del bruxismo e dei disordini temporomandibolari. Ciò significa che l’odontoiatra si troverà di fronte al potenziale aumento nel numero di pazienti che presentandosi alla poltrona lamentano segni e sintomi di bruxismo. Come nel caso dei disordini temporomandibolari, non sarà quindi più possibile farsi cogliere impreparati e continuare a gestire certe situazioni fondandosi sui dogmi e sui falsi miti occlusali del passato.

In quest’ottica, il corso “Occlusione, bruxismo, disordini temporomandibolari: dai falsi miti alle evidenze scientifiche” si ripromette di presentare le attuali evidenze scientifiche in materia, facilitandone l’introduzione nella pratica clinica e la gestione del cambiamento paradigmatico dall’occlusione ai fattori psichici e centrali.